Case Study: Ristrutturazione Palazzo Storico a Firenze

Ristrutturazione-edificio-storico-Firenze

L’approccio integrato alla ristrutturazione di un edificio storico sottoposto a vincolo della Soprintendenza

La ristrutturazione del palazzo storico situato sul Lungarno Vespucci, uno dei punti più suggestivi e rappresentativi di Firenze, ha rappresentato per noi di LeoMar una sfida appassionante. L’edificio, che gode di grande visibilità sia dal fiume sia dai ponti circostanti, è un immobile di pregio vincolato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici.

Il nostro approccio, mirato al recupero e alla valorizzazione di quello che a tutti gli effetti è un bene culturale per la città, è stato innanzitutto conservativo, rispettoso del patrimonio esistente, ma allo stesso tempo capace di inserire elementi moderni riconoscibili e integrati con armonia. 

Il Restauro delle Facciate

La ristrutturazione ha coinvolto principalmente le facciate  – quella affacciata su Lungarno Vespucci, maggiormente esposta su via pubblica e quella su via di Melegnano, anch’essa affacciata su pubblica via ma meno percepibile dal fronte che caratterizza il Lungarno. Il bene culturale è stato oggetto di un progetto di restauro autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato. Anche la facciata tergale, prospiciente uno spazio interno privato intercluso tra gli edifici, ha richiesto interventi mirati e minuziosi, seppur non necessitando di approvazione da parte del suddetto ente.

Qual è stato il principio alla base della ristrutturazione? Non andare ad aggiungere materiali che potessero andare in contrasto con quelli esistenti.  

I Rilievi

Un rilievo dettagliato dell’immobile ha preceduto tutte le fasi di intervento. Abbiamo analizzato con cura i materiali originali e le condizioni di degrado riscontrate. Tra i fenomeni più comuni abbiamo individuato depositi superficiali, alterazioni cromatiche, distacchi e erosioni, specialmente nei fregi floreali in terracotta e nelle cornici marcapiano in pietra e malta modanata.

Abbiamo quindi adottato tecniche specifiche per ogni problematica. La pulitura a secco, ad esempio, è stata la base di ogni intervento, permettendo di rimuovere depositi senza danneggiare i materiali originari. Per i materiali più porosi e delicati come la pietra serena, sono stati utilizzati impacchi ad argille assorbenti e paste cellulosiche, mentre le parti più compromesse sono state consolidate con silicato di etile.

Tav. 3 – Mappe Diagnostiche

Importante è stato anche l’aspetto diagnostico: tavole grafiche dettagliate hanno rappresentato chiaramente le tipologie di degrado e le relative zone di intervento. Questo metodo ha permesso una maggiore efficienza e precisione nel recupero, evitando interventi generici e garantendo risultati duraturi.

Particolare attenzione è stata rivolta anche alla verifica delle canalizzazioni idriche che, sebbene non fossero direttamente oggetto di interventi strutturali, sono state accuratamente controllate per prevenire future infiltrazioni, sfruttando il ponteggio presente per le operazioni di restauro.

Tav. 3 – Mappe Diagnostiche

Rilievo Diagnostico

Tavola 2 (Descrizione dei Fenomeni di Degrado)
Tavola 2 – Descrizione dei Fenomeni di Degrado

Abbiamo iniziato con un rilievo di dettaglio dei punti di degrado sull’intera superficie delle facciate (circa 1.200 m²), compilando una mappa tematica dei materiali e del degrado come richiesto dalla Soprintendenza. Nella Tavola 2 (Descrizione dei Fenomeni di Degrado) vengono evidenziati:

  • Deposito superficiale e croste nere su aggetto di gronda e cornici;
  • Alterazioni cromatiche, distacchi e mancanze su fregio floreale e cantonali;
  • Erosioni e usura del paramento a intonaco nelle porzioni basse, più esposte al dilavamento.

Questo rilievo è stato fondamentale per definire la gerarchia degli interventi e calcolare con precisione le quantità di materiale da trattare.

Tav. 2 – Mappe tematiche dei Materiali e del Degrado con rimandi fotografici

Analisi delle Facciate

La lettura dei prospetti ci ha permesso di riconoscere quattro tipologie principali di finestra (F.01–F.04) e di calibrare interventi differenziati su architravi, cornici modanate e basamenti in bugnato lapideo. Il restauro del fregio floreale, quasi interamente ricomposto, ha richiesto micro‑stucchi e re‑modellazioni in calco con stampi in silicone ad alta definizione.

tipologie finestre
Tav. 3 – Mappe Diagnostiche

Classificazione degli Interventi

Sulla base della Tavola 3 (Mappe diagnostiche degli interventi) abbiamo suddiviso le lavorazioni in due fasi:

  • Fase 1 – Messa in sicurezza e pulitura: rimozione di elementi di disturbo R.01, verifica e pre‑consolidamento degli intonaci Pc.01, puliture meccaniche e chimiche Pl.01‑Pl.04;
  • Fase 2 – Consolidamento e protezione: sigillature con resine e malte (Co.01‑Co.04), reintegrazione delle mancanze lapidee, applicazione del protettivo finale Pr.01, trattamenti per metalli e legni Tr.01‑Tr.02.

Materiali Impiegati

  • Silicato di etile per consolidamenti in profondità su pietra serena e malte decoese;
  • Malta a base di calce NHL5 e polveri di pietra per le stuccature cromatiche compatibili;
  • Impacchi di sepiolite/argilla attivata per l’estrazione di sali e macchie nelle porzioni basse;
  • Protettivo silossanico traspirante (assorbimento <0,08 kg·m⁻²·h⁰·⁵) a garanzia di durabilità contro agenti atmosferici.

Controllo Idrico e Manutenzione Futura

Sfruttando i ponteggi, abbiamo ispezionato le gronde murate e i discendenti interni, rimuovendo occlusioni e applicando camicie in HDPE nelle porzioni più compromesse. Questo intervento, seppur marginale, riduce drasticamente il rischio di nuovi cicli di degrado.

L’approccio Integrato

La cura del dettaglio ha permesso di restituire al palazzo il suo splendore originale, rispettandone la storia e la bellezza. Il risultato finale è una perfetta integrazione tra conservazione e innovazione, rendendo visibile l’intervento senza compromettere la lettura storica dell’edificio.

Grazie a un approccio integrato – rilievo diagnostico, scelta di materiali compatibili e monitoraggio post‑intervento – garantiamo la leggibilità storica dell’edificio e un ciclo di manutenzione sostenibile di almeno 25 anni.

Il progetto dimostra come una metodologia rigorosa, supportata da elaborati grafici chiari e approvazioni puntuali della Soprintendenza, possa coniugare tutela e valorizzazione di un bene architettonico di primaria importanza nel cuore del centro storico di Firenze.

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